Doni resta all'Atalanta senza rinnovo.
Pesanti accuse del presidente dell'Atalanta nei confronti del centrocampista: "Non può destabilizzare l'ambiente".
Sembrava cosa fatta il rinnovo del contratto di Cristiano Doni con l'Atalanta. L'aveva fatto intendere a chiare lettere lo stesso presidente orobico, Ruggeri, ieri pomeriggio. Oggi però, a complicare dannatamente quella che sembrava una trattativa giunta ormai in porto, è arrivato l'incredibile dietrofront del massimo dirigente nerazzurro: "Le dichiarazioni di Doni precludono ogni possibilità di prolungamento del contratto. Non posso tollerare che un giocatore si permetta di destabilizzare la mia società: sono almeno due mesi che Doni minaccia di gettare fango sulla società e sulla mia gestione se non avvessi accettato tutte le condizioni contrattuali da lui imposte".
Ruggeri fa riferimento ad alcune dichiarazioni di Doni che si è lamentato dei metodi della società bergamasca e del mancato rinnovo di contratto.
Il presidente Ruggeri ha poi pesantemente rincarato la dose: "La mia amarezza è totale, anche perché proprio ieri avevo dichiarato pubblicamente la nostra disponibilità a chiudere positivamente la vicenda. Evidentemente Doni ha preso male questa notizia se subito dopo ha rilasciato le dichiarazioni riportate dai giornali. Io credo che il giocatore voglia andare in rottura con la società per potersi trasferire ad altro club; non ha il coraggio di dirlo, ma io di sicuro non lo libererò mai. Se, come ci ha detto, nel caso in cui non fosse accontentato avrebbe appeso le scarpe al chiodo è bene corra in fretta dal ferramenta".